L’INIZIATIVA FALSI MITI

Fonti rinnovabili e disinformazione

Fonti rinnovabili e disinformazione

Il dibattito pubblico ed i canali mediatici sono spesso inquinati da idee sbagliate e informazioni obsolete sull’energia rinnovabile e sulla sua capacità di svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale. E questo costituisce un vero e proprio ostacolo culturale alla crescita delle energie pulite nel nostro Paese.

L’energia è la linfa della nostra società e oggi l’elettricità è solo una parte limitata del nostro sistema, perché la maggior parte delle auto, delle case, dei processi industriali sfruttano direttamente i combustibili fossili (ovvero gas, petrolio e carbone). Ma questo quadro sta cambiando: l’elettricità sta già trasformando il panorama energetico con un massiccio processo di elettrificazione e digitalizzazione di molti usi, dalle automobili, ai sistemi di riscaldamento degli edifici, ai sistemi produttivi. Le rinnovabili sono le protagoniste di questa trasformazione, a livello globale e anche in Italia.

Abbiamo individuato primariamente 5 falsi miti: idee sbagliate o semplicemente basate su informazioni ormai obsolete, che minano una corretta percezione delle rinnovabili da parte dell’opinione pubblica.

Il dibattito pubblico ed i canali mediatici sono spesso inquinati da idee sbagliate e informazioni obsolete sull’energia rinnovabile e sulla sua capacità di svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale. E questo costituisce un vero e proprio ostacolo culturale alla crescita delle energie pulite nel nostro Paese.

L’energia è la linfa della nostra società e oggi l’elettricità è solo una parte limitata del nostro sistema, perché la maggior parte delle auto, delle case, dei processi industriali sfruttano direttamente i combustibili fossili (ovvero gas, petrolio e carbone). Ma questo quadro sta cambiando: l’elettricità sta già trasformando il panorama energetico con un massiccio processo di elettrificazione e digitalizzazione di molti usi, dalle automobili, ai sistemi di riscaldamento degli edifici, ai sistemi produttivi. Le rinnovabili sono le protagoniste di questa trasformazione, a livello globale e anche in Italia.

Abbiamo individuato primariamente 5 falsi miti: idee sbagliate o semplicemente basate su informazioni ormai obsolete, che minano una corretta percezione delle rinnovabili da parte dell’opinione pubblica.

Perchè un progetto sui falsi miti

Per contribuire a contrastare questa forma di disinformazione, abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti, in modo chiaro, semplice e approfondito, la nostra attività di studio e ricerca.

La piattaforma “I falsi miti sulle rinnovabili” raccoglie numerosi approfondimenti sui 5 falsi miti individuati, con dati e definizioni provenienti dalle fonti ufficiali e di riferimento su questi temi. Ciascun approfondimento contiene una chiave di lettura dei dati ed è molto spesso accompagnato da un grafico. La piattaforma nasce con l’obiettivo di costituire una fonte di informazione chiara, puntuale e costantemente aggiornata.

Oltre a questo, il progetto negli anni ha avviato diverse attività di formazione presso:

  • le imprese, con attività di formazione dedicata;
  • le scuole, con il progetto Falsi Miti EDU;
  • i giornalisti, con corsi di formazione in collaborazione con l’Ordine nazionale dei Giornalisti.

Scopo ultimo dell’iniziativa è quella contribuire al mantenimento di un contesto informativo sano, condizione alla base di ogni riflessione sull’approvvigionamento energetico e sul percorso verso la neutralità climatica dell’Italia.

Per approfondire

La crisi climatica è la più grande sfida dei nostri tempi. La transizione energetica è una della leve principali su cui possiamo agire per contrastarla, perché i tre quarti delle emissioni di gas serra sono causate proprio dai combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) che ancora bruciamo per produrre e consumare energia.

Tutta questa energia oggi, in Italia e nella maggior parte delle economie avanzate, è solo per circa il 20% soddisfatta da energia elettrica. Ma l’energia elettrica è oggi il tipo di energia che più facilmente riusciamo a produrre con le fonti rinnovabili: non solo con quelle che sono sempre esistite (idroelettrico, geotermoelettrico e bioenergie), ma anche e soprattutto con il solare e l’eolico, le quali sono diventate enormemente convenienti e sfruttabili su larga scala. Se uniamo queste due informazioni, diventa più chiaro capire perché elettrificare con le rinnovabili è la strategia alla base della transizione energetica. Se vogliamo dunque raggiungere gli obiettivi climatici, dobbiamo elettrificare i consumi di energia, a cominciare dai settori dove questo processo è più semplice e conveniente, come gli edifici e le auto; dobbiamo, poi, fare in modo che questa elettricità sia prodotta sempre più a zero emissioni, e dunque da fonti rinnovabili. A livello globale, questa strategia è stata sancita alla COP28 di Dubai, con l’obiettivo “Tripling Renewable Energy by 2030”, e anche l’Italia, nell’ambito del Piano nazionale energia e clima, si è data l’obiettivo di raggiungere 131 GW di impianti rinnovabili entro il 2030 e una quota di rinnovabili pari a quasi il 70% della produzione elettrica nazionale (oggi siamo a 55 GW di impianti e a circa il 50% di produzione).

Parleremo in questo progetto solo delle fonti rinnovabili elettriche, per la loro rilevanza prioritaria nel processo di transizione energetica e perché hanno delle dinamiche tecnologiche e di mercato molto diverse dalle altre rinnovabili. Oggi le rinnovabili elettriche in Italia coprono già quasi il 50% della produzione elettrica nazionale, nel 2030 dovranno superare l’80% e nel 2035 puntare al 100%, o quasi. Per realizzare questa roadmap serve un enorme sforzo di politica industriale e di crescita culturale, perché un modello energetico a fonti rinnovabili impone una gestione diversa di come produciamo e consumiamo la nostra energia. Anche il paesaggio energetico cambierà, come è sempre cambiato nelle grandi rivoluzioni tecnologiche del mondo dell’energia. Anzi, sta già cambiando.

Nel 2025 quasi la metà della generazione elettrica in Italia è stata soddisfatta dalle fonti rinnovabili, guidate soprattutto dal fotovoltaico (che ha soddisfatto il 16% di tutta la produzione nazionale), dall’idroelettrico (15%), eolico (8%), bioenergie (6%), geotermoelettrico (2%). Nell’ultimo decennio il contributo delle rinnovabili ha faticato a crescere: già nel 2014 avevamo raggiunto il 43% di generazione elettrica da fonti rinnovabili, grazie alla forte crescita registrata negli anni precedenti (8 anni prima, nel 2006, era il 16%) e siamo arrivati oggi solo a circa il 48%. I motivi dietro questo rallentamento sono da ricondurre al mancato rinnovo degli incentivi che avevano sostenuto la crescita del settore fino a quel momento e ad iter burocratici molto lunghi, complessi e costosi per chi voleva installare un nuovo impianto a fonti rinnovabili. Questo ha portato l’Italia ad installare, tra il 2014 e il 2021, in media circa 1 GW (ovvero un milione di kW) di nuovi impianti rinnovabili ogni anno, un ritmo assolutamente insufficiente rispetto ai circa 10 GW che dovremmo installare per stare al passo con la transizione energetica. Negli ultimi anni, però, il trend ha registrato dei miglioramenti e la crescita del settore è stata più sostenuta: nel 2025 l’Italia ha installato 7,2 GW, di cui 6,4 di fotovoltaico e 0,6 GW di eolico. A contribuire a questa ripresa sono stati, innanzitutto, un quadro regolatorio più favorevole, che ha sbloccato alcuni nodi burocratici e ha fatto ripartire gli incentivi, ma anche un contesto di crisi dei prezzi dell’energia e di dipendenza dal gas che hanno portato imprenditori e cittadini ad investire con più convinzione su un impianto rinnovabile per risparmare sui costi in bolletta ed essere meno esposto alle oscillazioni dei mercati energetici. La crescita degli ultimi anni riporta l’Italia su una traiettoria più allineata alla transizione energetica, ma ancora insufficiente per centrare gli obiettivi climatici. Sappiamo però che non è solo sul fronte della burocrazia che l’Italia deve agire per tornare ad essere un volano delle fonti rinnovabili: urge costruire una maggiore conoscenza e consapevolezza, a tutti i livelli di governo e di società, di quanto le rinnovabili stiano già trasformando il settore elettrico e di quanto il mondo, e l’Italia, non possa prescindere da questa trasformazione.

Fonti

L’Italia è sempre stata fra le grandi economie europee quello con la più alta quota di fonti rinnovabili nel mix di generazione elettrica. Negli ultimi anni però ha perso questo primato, a causa del rallentamento nella crescita del settore che è stato in Italia più marcato che nel resto d’Europa. Nel 2024 tra i grandi Paesi Europei, sono la Spagna e Germania ad avere la più alta quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (circa il 57-58%), con l’Italia ferma poco sotto al 50%, in linea con la media europea, e la Francia su livelli ben inferiori (ancora sotto il 30%).

Per quanto riguarda la crescita dei nuovi impianti, gli ultimi anni hanno registrato un buon trend in UE, anche se già nel 2024 la crescita è stata più contenuta e le prospettive per il 2025 sono incerte. Secondo le statistiche degli operatori del settore, la Germania continua a trainare il mercato con oltre 21 GW installati nel 2024, seguita dalla Spagna con quasi 10 GW. L’Italia si trova poco al di sotto, con 7,5 GW, seguita dalla Francia (6,4 GW) e dalla Polonia (4,8 GW).

Fonti

CHI SIAMO

Il progetto “Falsi miti sulle rinnovabili” è promosso da Italy for Climate, l’iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che con il supporto di alcune imprese italiane promuove in Italia un percorso di neutralità climatica. Oltre a produrre report e ricerche, Italy for Climate lavora per alimentare un dibattito qualificato e aggiornato sui temi del clima e dell’energia.